Psicologia Perinatale. Sostegno psicologico prima e dopo la nascita.

Per mamme e papà del futuro

Ogni volta che nasce un figlio, nascono anche una mamma e un papà.

Un processo che non si confina nel momento del parto ma inizia con il desiderio, il concepimento, la gravidanza, la maternità o paternità  e prosegue tutta la vita.

La nascita è un evento di grande trasformazione sia sul piano personale, sia nei nostri rapporti con gli altri: famigliari, amici, lavoro...

E' anche un'esperienza che possiamo desiderare, scegliere, o che a volte semplicemente accade, ma in ogni caso ha a che fare solo in parte con la nostra volontà, e per gran parte ci trascende: la vita ci attraversa e ci porta verso qualcosa di nuovo.

Uno spazio di ascolto personale può aiutarci a essere parte di questo processo attingendo alle nostre risorse e trovando sostegno nelle difficoltà, nonché a integrare nella nostra persona il prima e il dopo la nascita: chi siamo con 'il nuovo' che arriva.

 

Concepimento

Qualche volta un figlio tanto desiderato tarda ad arrivare.
A volte scopriamo così problemi di fertilità nostra o della coppia, altre volte gli esami medici ci rassicurano e tuttavia nonostante vari tentativi ancora non accade.

Il concepimento è il primo evento che trascende la nostra volontà cosciente, ma ha più a che fare con la saggezza del nostro corpo, col metterci in contatto  con la nostra parte più istintiva, vitale, creativa  e  con la nostra disponibilità a lasciarci andare per permettere il fluire della vita per  e poter essere canale della vita,

Gravidanza

Durante la gravidanza il corpo della futura mamma si trasforma.

Anche in questo caso, il sapere del corpo e non la nostra volontà modella la nostra forma e ci permette di ospitare una nuova vita.

Questo processo che può essere a volte faticoso (nausee, mal di schiena...), a volte al contrario dare energie nuove, ma che in ogni caso ci chiede maggior ascolto del corpo, rispetto dei limiti, conoscenza di nuove sensazioni e nuovi modi di esprimersi.

Che la gravidanza sia desiderata e attesa o imprevista, spesso si sperimentano emozioni contrapposte: dolcezza, gioia, piacere, paura, ansia, tristezza, rabbia... Metterle a fuoco e dar loro voce ci può aiutare a sentirci più centrate, elaborare i nostri timori, lasciare andare le tensioni che non ci servono e  godere appieno di ciò che stiamo vivendo.

Questo ci aiuta anche a metterci più in contatto con il nostro bambino e a coltivare l'intimità e la comunicazione che poi ritroveremo dopo la nascita.

Ci prepara al parto predisponendoci a fidarci della saggezza del nostro corpo e a quella del nostro bambino, ai processi di autoregolazione dell'organismo.

In questo periodo possono anche iniziare a trasformarsi i rapporti con il nostro partner. In questo processo può essere coinvolta anche la sessualità.

Infine, gradualmente si trasformano i nostri rapporti sociali: col mondo del lavoro, con gli amici, con i famigliari. Si trasformano le nostre abitudini, le nostre priorità e le nostre opportunità. 

 

Il parto

Il parto è un processo fisiologico.

Essere in contatto col proprio corpo, imparare a fidarsi del proprio istinto e iniziare la comunicazione con il bimbo prima della nascita, può aiutare la mamma ad un parto più dolce e naturale.

Accanto a questo ci sono specifici esercizi che riguardano il respiro, il bacino, il perineo e il radicamento che possono essere d'aiuto.

Partorire può essere un'esperienza molto positiva, tuttavia spesso è anche un'esperienza di stress fisico ed emotivo e a volte può essere anche un'esperienza traumatica.

Forse non è stato come ce lo aspettavamo, o il travaglio è stato doloroso, o a stressarci sono stati i rapporti con l'ospedale e con le figure che si sono prese cura di noi...

Qualche volta l'esperienza del parto lascia un segno emotivo che abbiamo bisogno di rielaborare perché non ricada nel nostro modo di sentire il bambino e di iniziare la relazione con lui.

Alla nascita incontriamo nostro figlio, il bambino reale, forse diverso da come lo abbiamo immaginato durante i nove mesi della gravidanza.

L'incontro è spesso il più intenso e dolce mai sperimentato!

Nel contempo, ancora provate per l'esperienza del parto, siamo di fronte alla necessità di prenderci cura del neonato.

 

Dopo la nascita

Dal momento in cui si ha un figlio, il processo di trasformazione continua:  come persone, come mamma, come papà, come coppia,  continua probabilmente per tutta la vita seguendo la crescita del figlio.

La mamma può essere alle prese con un ulteriore trasformazione del proprio corpo (l'arrivo del latte, il ventre che si sgonfia...) ma anche con la stanchezza, i segni fisici ed emotivi del parto, i cambiamenti ormonali in atto.

A questo si unisce la necessità di prendersi cura del bambino:  il neonato per un po' tende a diventare tutto il nostro mondo. A seconda anche del suo temperamento può essere più o meno facile prendersi cura di lui.

Di nuovo, possiamo sentire emozioni contrastanti con momenti di gioia e contatto profondo con noi stesse e col neonato e momenti in cui si fatica a riconoscersi e si può sentire demotivazione, malinconia, ma anche ansia e iperattenzione per il bambino, o rabbia...

Inoltre il piccolo comunica  i suoi bisogni con il pianto e possiamo sentirci disorientate, molto coinvolte o anche a nostra volta sconfortate o di nuovo arrabbiate, quando non riusciamo a consolarlo. Sintonizzarci con i suoi bisogni che riguardano l'allattamento, il rito sonno - veglia, l'igiene, l'affetto e il contatto fisico, incide profondamente nel bene e nel male  anche sui nostri ritmi fisiologici.

Quando diventiamo genitori, è possibile che riemerga con maggiore intensità emotiva anche la nostra personale esperienza di figli: la nostra nascita, la primissima relazione con chi si è preso cura di noi.  Talvolta questi ricordi ci sono d'aiuto, altre volte possono essere interferenze indesiderate. In entrambi i casi rielaborarli può aiutarci a vivere il nostro presente con maggiore libertà.

Nei primi anni di vita il bambino cresce e cambia anche molto velocemente, per cui possiamo avere l'impressione di far fatica a star dietro via via a nuovi bisogni e a nuovi modi di esprimerli: ci richiede grande flessibilità e il continuo rivisitare le nostre modalità di prenderci cura di lui.

Il papà spesso nel primo anno è meno direttamente coinvolto nella cura del neonato e può sentirsi escluso dalla nuova diade mamma - bambino, o desiderare di individuare un proprio spazio nel rapporto col neonato.

Con la nascita, la coppia completa il suon passaggio da due a tre ed è anch'essa sottoposta a profonde trasformazioni e impegnata nella ricerca di un nuovo equilibrio.

La presenza, o l'assenza dei famigliari, può essere a volte di sostegno, a volte un elemento critico: solitudine, ma anche visioni diverse della maternità e della cura del bambino o della famiglia, nonché vecchi nodi che si trascinano da generazioni, possono venire alla luce e chiedere di essere rielaborati.

Infine prosegue anche la trasformazione nei rapporti sociali: la gestione del lavoro, il tempo libero per sè, amicizie vecchie e nuove...

L'aiuto dell'ascolto psicologico

Il supporto psicologico e la psicoterapia bioenergetica e transculturale possono accompagnarci nelle diverse tappe di questo processo di profonda trasformazione aiutandoci a viverlo al meglio e a superare le difficoltà.

E' importante sia poter dare voce a ciò che si prova e trovare un ascolto competente, sia avere uno spazio in cui sentire ciò che si prova e manifestarlo anche attraverso il corpo: attraverso l'ascolto delle sensazioni del corpo, il respiro, particolari posture, momenti di contatto nutritivo e movimenti espressivi che è possibile fare in uno spazio protetto e nella relazione con il terapeuta per dare azione anche fisica a ciò che si prova e lasciarlo andare o integrarlo nel proprio Sè. 

E' possibile così:  ritrovare le nostre risorse creative, metterci in contatto con la nostra parte più istintiva e creativa, radicarci nel nostro corpo e ritrovare in esso un nuovo centro, sciogliere i nodi del passato,  coltivare fiducia e l'intimità con il nuovo nato e nella coppia, lasciarci andare al cambiamento sciogliendo le resistenze che ci ostacolano, scegliere il nostro modo di essere mamma o papà, ritrovare un nuovo equilibrio con noi stessi, con i nostri famigliari e con gli altri e trovare il nostro posto in cui poter prenderci cura sia di noi stessi e dei nostri bisogni che di quelli del bimbo, il cui benessere tanto dipende dal nostro.